
Vi dico la verità: la scorsa settimana avrei tranquillamente scommesso qualche centesimo di euro su un buon miglioramento del mio personale sulla distanza in quanto è un periodo che gli allenamenti vanno bene, che non ho acciacchi (tocco ferro) e che fisicamente mi sento "forte". La prova tangibile di quanto sto dicendo è la brutta fotografia della mia mano sinistra che potete ammirare qui a fianco che dimostra ciò che mi ero scritto prima della partenza, cioè i passaggi al 5°, 10°, 15° e 20° Km che mi avrebbero teoricamente portato a chiudere la mia prova una decina di secondi sotto l'ora e 27' migliorandomi di circa un minuto rispetto a tre settimane fa in quel di Cremona. Peccato che Domenica non fosse proprio la giornata ideale, dopo una nottata di pioggia ed un viaggio di 140 Km all'alba, Busto Arsizio mi ha accolto con condizioni tutt'altro che ideali per correre.

Il percorso, se tralasciamo l'aspetto "estetico" (non me ne vogliano gli abitanti del posto ma non ho fatto altro che vedere capannoni e zone industriali) l'ho trovato abbastanza veloce, peccato che già al 1° Km avessi le scarpe inzuppate d'acqua e che la corsa fosse ampiamente falsata dal tentativo di schivare gigantesche pozzanghere dove si affondava fino alla caviglia; numerose erano le curve dove le foglie cadute dagli alberi inzuppate di acqua e fango rendevano poco stabile l'equilibrio del podista. Oltre a questo, nella seconda parte della gara un vento molto fastidioso aumentava ulteriormente le difficoltà. Nonostante condizioni non certo ottimali, fino al 10° Km sono riuscito a rispettare i passaggi previsti e forse l'errore è stato proprio questo in quanto ha richiesto un dispendio di energie superiore alle mie attuali possibilità. Forse, se mi fossi accontentato di migliorarmi di qualche secondo e avessi seguito un ritmo di 2/3 secondi al km più lento probabilmente avrei centrato l'obbiettivo; al contrario, forzando troppo all'inizio ho finito con il correre la seconda metà troppo lentamente chiudendo ormai demotivato con il tempo di 1 h 29' 11" . Quando non raggiungo ciò che mi sono prefissato c'è sempre una certa delusione in me, sono però profondamente convinto che la parte positiva dello sport sia saper accettare serenamente anche le sconfitte personali, peccato che quest'ultima cosa non sempre mi risulti facile. Rimango però dell'idea che, nel running come nella vita, bisogna sempre provarci e cercare sfide stimolanti e nuovi traguardi da tagliare. In questo periodo sto cercando il prossimo. Lo troverò ?



